Libro - Ogni cosa è illuminata - Foer, Jonathan Safran
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Nota sull'articolo: dedica in penna in prima pagina

Autore: Foer, Jonathan Safran

Marca: NARRATORI DELLA FENICE

Numero di pagine: 332

Editore: Guanda

Dettagli: Descrizione prodotto Con una vecchia fotografia in mano, un giovane studente ebreo americano di nome Jonathan Safran Foer decide di fare un viaggio in Ucraina alla ricerca di Augustine, la donna che (forse) ha salvato suo nonno dai nazisti. Ad accompagnarlo è un coetaneo del posto, Alexander Perchov. detto Alex, che così si presenta nel suo personalissimo linguaggio: "Il mio nome per la legge è Alexander Perchov. Ma tutti i miei amici mi chiamano Alex, perché è una versione del nome più flaccida da pronunciare. Mia madre mi chiama Alexi-basta-di-ammorbarmi perché sempre la ammorbo". Insieme ad Alex, che lavora per i "Viaggi Tradizione", ci sono anche suo nonno, che a dispetto di una cecità psicosomatica fa l'autista, e una cagnetta puzzolente chiamata Sammy Davis Jr Jr in onore del cantante preferito del capofamiglia. Il racconto del loro viaggio, di una comicità irresistibile, ma a tratti anche straziante, si alterna a capitoli di una vera e propria saga ebraica, attraverso la quale Jonathan ricostruisce, sul filo della memoria famigliare, le vicende di un villaggio dal Settecento fino alla sua quasi totale "cancellazione" a opera dei nazisti. Un percorso impregnato di vita vera, storie d'amore, vicende tragiche e farsesche. Un romanzo che parla di persone e luoghi che non esistono più, delle verità dolorose che si celano dietro ogni famiglia, della necessità di ritrovare e reinventare di continuo il passato per illuminare il presente e dare un senso al vivere. Recensione Per l'ebreo errante, ogni cosa è illuminata Elena Loewenthal, Tuttolibri - La Stampa «Questa è la lezione che abbiamo imparato da tutto quello che è successo, che Dio non esiste. Lui ha dovuto usare tutte quelle facce nascoste per dimostrarlo a noi». Come Don Chisciotte allo strenuo inseguimento delle proprie, impossibili gesta, un giovane americano che porta lo stesso nome dell'autore, un suo coetaneo ucraino dal linguaggio strampalato, il Nonno di questi - affetto da cecità psicosomatica eppure nominato d'ufficio autista della spedizione - e un cane molesto sempre in preda a tempeste ormonali, partono alla ricerca dell'inconfutabile dimostrazione che Dio non esiste. Ogni cosa è illuminata è il primo romanzo di un narratore venticinquenne: un libro che confonde e travolge, ma che soprattutto sonda inedite possibilità di confronto fra metafora e realtà, fra l'evidenza e l'assurdo, pur partendo da quel solido - e solido più che mai nella tradizione ebraica - principio secondo cui «il buffo è l'unico modo veritiero di raccontare una storia triste». La narrazione è un continuo incalzare di situazioni apparentemente slegate fra di loro, che si leggono e si ripensano contemporaneamente, cogliendo la trama non per procedimento logico, ma quasi in virtù di una fulminazione. Come una sequenza di piccole scosse elettriche, insomma. Jonathan Safran è uno studente americano che arriva in Ucraina spinto soltanto da una vecchia foto di famiglia. Deve ritrovare una donna che, forse, ha salvato suo nonno - e dunque suo padre - dai nazisti. Si rivolge a un'agenzia di Odessa denominata «Viaggi Tradizione» e concepita apposta per riportare alle origini gli avidi cultori del passato di famiglia. L'agenzia è di fatto la famiglia di Alexander, il coetaneo di Jonathan che gli farà da guida, insieme al Nonno taciturno e al quattrozampe maleodorante. Il viaggio rocambolesco viene accostato, durante il racconto, all'epos dello shtetl, il villaggio ebraico che è o dovrebbe essere - se esistesse, ma non esiste e forse non è mai esistito - la destinazione del pellegrinaggio di Jonathan. La storia ha un unico, ineluttabile movente, secondo Safran Foer e non solo lui: «Mentre i gentili fanno esperienza del mondo mediante i sensi tradizionali e usano la memoria solo come strumento di second'ordine per interpretare i fatti, per gli ebrei la memoria non è meno primaria della puntura di uno spillo, o del suo argenteo luccichio, o del gusto del sangue che sprigiona dal dito. L'ebreo è punto d

EAN: 9788860888112

Data di rilascio: 29-03-2012

Dimensioni del pacchetto: 8.6 x 5.5 x 1.2 inches